Gioventù che reagisce

L’esempio di Fredo Dall’Oglio, un breve fumetto per Vita Trentina

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Alfredo Dall’Oglio era un giovane emigrato di origine trentina vissuto in Francia e morto a soli ventitré anni in un campo di detenzione nazista a Berlino insieme ad altri quarantanove compagni francesi. Un martire ed una testata d’angolo della Resistenza Europea ai fascismi.

Accadde perché Alfredo fu molto attivo nella Gioventù operaia cattolica e si ritrovò tra i lavoratori forzati in Germania allo scoppio della Guerra. Detenuto nel campo di concentramento di Wühleide a Berlino nel 1944, morirà a causa del disumano trattamento a cui i detenuti erano sottoposti per opera dei nazisti. Una sorte drammatica, descritta nei particolari dalla Diocesi di Parigi sul proprio portale web, nell’annunciare la beatificazione dei martiri francesi, tra cui Dall’Oglio. «Sono tutti morti – vi si legge – a causa delle sofferenze legate alla detenzione. Alcuni sono stati giustiziati, altri addirittura massacrati, molti sono stati torturati. Altri ancora sono morti perché il tifo mieteva vittime a ritmo serrato e non venivano curati, o peggio: quelli che erano stati contagiati venivano messi in infermeria e i cosiddetti medici nazisti facevano macabri esperimenti per vedere come si diffondeva il contagio. Alcuni hanno perso la vita durante la “marcia della morte”. Quando gli alleati avanzavano, i tedeschi svuotavano i campi di lavoro e facevano partire gli operai, il più delle volte a piedi. Chi cadeva lungo il percorso veniva immediatamente ucciso. Questi martiri sono morti in condizioni terribili, hanno vissuto un calvario. In mezzo a queste sofferenze, il loro straordinario esempio di dedizione non ha prezzo».

La gioventù europea che reagì al nazismo è un costante esempio per ciascuna e ciascuno di noi. Senza eroismi ci danno una direzione: oggi ci viene chiesto di stare a fianco di chi è più fragile contro i soprusi dei nuovi fascismi. Si tratta di essere saldi. Stiamo facendo molta molta fatica ad esserlo.


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