Il 1 novembre esce il primo di una serie di racconti brevi sulle nostre Macondo, quelle della Bassa Padovana.
Non accetto la definizione di “realismo magico”: io sono un realista puro, ma il fatto è che la realtà dei Caraibi e
Gabriel García Márquez
dell’America latina è molto più magica di quanto possiamo immaginare.
Una volta ascoltai un’intervista a Gabriel García Márquez. Gli chiesero del realismo magico, e lui rispose che nel Caribe non c’era nulla di magico: era la realtà, guardata fino in fondo.
Allora ecco una provocazione: perché non guardare allo stesso modo la nostra periferia, la pianura bassa e dimenticata tra il Brenta e l’Adige, dove ogni giorno accade ciò che non esce mai dalle ciacole del bar?
Comincia così una serie di racconti brevi pubblicati con La Difesa Del Popolo hanno per palcoscenico i luoghi della Bassa Padovana e per protagonisti chi la cronaca locale sfiora appena: contadini nei campi, migranti bengalesi in case spoglie, anziani soli davanti alla tv, bambini cresciuti fra due lingue, persone consumate dall’interno dall’alcol, dalla solitudine, dalla demenza.
È il tentativo di accorgersi di una periferia, che forse sta al centro del nostro cuore.
1 novembre: La sposa dell’Atlante, Arzercavalli
Prossima uscita a dicembre.
Ho l’impressione che dietro la realtà immediata- quella che vediamo- esista un’altra realtà che solo l’intuizione poetica riesce a captare.
Gabriel García Márquez
Questo sembra fantastico.




Lascia un commento