{"id":1705,"date":"2026-07-25T15:09:14","date_gmt":"2026-07-25T13:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilproblemadeglialtri.it\/?p=1705"},"modified":"2026-07-27T20:45:40","modified_gmt":"2026-07-27T18:45:40","slug":"appunti-per-una-pastasciutta-25-07-26","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.ilproblemadeglialtri.it\/?p=1705","title":{"rendered":"Appunti non richiesti per una pastasciutta, 25.07.26"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che oggi il problema non sia soltanto riconoscere il fascismo quando si presenta nella Storia. Il problema \u00e8 riconoscere <strong>il fascista che abita<\/strong> <strong>ciascuno di noi<\/strong>. Non \u00e8 una provocazione: leggendo <em>La societ\u00e0 senza dolore<\/em> di Byung-Chul Han mi pare evidente che, prima di preoccuparci dei fascismi degli altri, dovremmo interrogarci sulle logiche che ogni giorno alimentiamo dentro di noi come <strong>servi volontari dell&#8217;attuale dittatura della felicit\u00e0, dove ognuno deve badare solo e soltanto al proprio benessere individuale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in quella che Han definisce <strong>la societ\u00e0 della performance<\/strong>. Come tanti piccoli Mussolini ci sentiamo continuamente chiamati a dimostrare qualcosa: a essere all&#8217;altezza, a piacere, a ottenere risultati. Gli altri smettono di essere compagni di strada e diventano concorrenti o al massimo utenti, spettatori del nostro successo. La felicit\u00e0 diventa una prestazione, l&#8217;auto-realizzazione personale diventa l&#8217;unica via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se tutto dipende dalla mia performance, allora anche il fallimento diventa esclusivamente colpa mia. Mi deprimo, mi sento inadeguato, mentre la societ\u00e0 continua a ripetermi che dovrei soltanto impegnarmi di pi\u00f9. \u00c8 una dittatura dell&#8217;Io che trasforma ogni problema collettivo in una responsabilit\u00e0 individuale: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio per una rivoluzione antifascista da completare insieme attraverso un processo di liberazione e con maggior democrazia e diritti, c&#8217;\u00e8 solo margine per la <strong>depressione sociale<\/strong> in cui chi ha successo se lo \u00e8 meritato e gli altri&#8230; vanno scartati. Intanto crescono le disuguaglianze e il culto del merito diventa il modo con cui le giustifichiamo, aderendo persino alle esclusioni che ci riguardano sempre pi\u00f9 da vicino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 la logica della <strong>societ\u00e0 del consumo<\/strong>. In queste prestazioni narcisistiche sfibranti consumiamo oggetti, esperienze e perfino relazioni nel tentativo di riempire qualsiasi vuoto, spazio lento, dimensione di trascendente. La felicit\u00e0 va raggiunta e mantenuta a qualsiasi prezzo: poco alla volta per la felicit\u00e0 rinunciamo allo Stato di diritto, alla politica, alla pace sociale, fino ad accettare forme sempre pi\u00f9 invasive di controllo e di sorveglianza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Han la chiama <strong>societ\u00e0 della positivit\u00e0<\/strong>: era quella dei cinegiornali del duce, ma anche oggi significa che tutto ci\u00f2 che \u00e8 negativo deve essere eliminato- il dolore, il conflitto, il limite, la fragilit\u00e0. Cos\u00ec aumentano ansia, narcisismo, bisogno di controllo e paura della sofferenza. Si chiama anche <strong>societ\u00e0 palliativa<\/strong> perch\u00e9 non cerca pi\u00f9 la verit\u00e0, ma anestetizza il dolore a suon di decretazione d&#8217;urgenza. E siccome ci\u00f2 che \u00e8 vero spesso fa male, bisogna far ricorso alle fake news, alle teorie del complotto o alle semplificazioni populiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec perdiamo il rapporto con la realt\u00e0 e <strong>criminalizziamo la solidariet\u00e0<\/strong>. I poveri, i rifugiati, chi vive ai margini smettono di essere persone e diventano problemi, scocciature, ostacoli al mio comfort. Si cercano capri espiatori. Si delegittimano il femminismo, l&#8217;antifascismo, il pacifismo, l&#8217;ambientalismo. La sicurezza viene proposta come risposta a ogni paura, ma \u00e8 una sicurezza costruita contro qualcuno in una costante rincorsa all&#8217;ipocondria, all&#8217;iper-controllo, alle ansie del ritorno del nemico. Nemico \u00e8 tutto ci\u00f2 che l&#8217;amigdala collega con terrore al dolore. Ma il dolore serve all&#8217;arte e al bello, all&#8217;amore, \u00e8 catarsi e via formativa, \u00e8 premessa alla cura, all&#8217;empatia, alla fraternit\u00e0, all&#8217;altruismo. Il fascismo odiava e odia tutto questo e preferisce edonismo, retorica, violenza e maschia volutt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contrario di questa dittatura che ci stiamo auto-imponendo, \u00e8 l&#8217;idea che ciascuna persona possa <strong>prendersi cura dei casini propri e degli altri<\/strong>. Luigi Meneghello con il suo <em>I<\/em> <em>Piccoli maestri<\/em> ci da 10 lezioni in merito. Eccole qui.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. Bisogna avere idee chiare \u2014 NO<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abNello e io saliamo in Altipiano, vestiti da ribelli, e con un soprassalto troviamo due militi che ci salutano e chiacchierano con noi. Una volta andati via dissi &#8220;Visto?&#8221; a Nello. E lui: &#8220;Cosa?&#8221;. E io: &#8220;Non so&#8221;.\u00bb<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2. Bisogna avere un ethos \u2014 NO<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abNon si pu\u00f2 domandare ai montanari: &#8220;Ci\u00f2 che ethos gavio voialtri?&#8221; oppure: &#8220;Cosa sono i fascisti?&#8221;. Una forma di governo? Cercavo una formula salveminiana. &#8220;Rotti in culo&#8221;, disse il Castagna. Era quello il suo ethos\u00bb<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3. Bisogna avere buon senso \u2014 NO<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abI due da Padova dicevano continuamente: &#8220;Spetemo&#8230; Vedemo&#8221;. Mi \u00e8 rimasta l&#8217;impressione che i padovani nelle guerre civili tendano a essere riflessivi e opportunisti.\u00bb<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4. Bisogna fare le azioni \u2014 Mmm&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abIl Comitato di Provincia, quando seppe della nostra impresa, espresse, anzich\u00e9 viva gioia, viva indignazione e deliber\u00f2 di pagare il formaggio da noi catturato.\u00bb<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5. Bisogna avere culo \u2014 S\u00cc<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abTutto a un tratto Bandiera si tir\u00f2 gi\u00f9 i calzoni e si mise in ginocchio voltando il sedere all&#8217;ins\u00f9. Ad uno ad uno gli altri lo imitarono&#8230; io restai immobile come il pastore di un branco di culi, guardando i tedeschi che ci osservavano di lass\u00f9 e si passavano il cannocchiale.\u00bb<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">6. Bisogna avere culo \u2014 S\u00cc<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abC&#8217;erano poche stelle e, fra me e loro, la grandiosa montagna del sedere (della Gina, staffetta partigiana) che escludeva lo sguardo da tanta parte del cielo. &#8220;Se arrivo alla pace&#8221;, pensavo, &#8220;voglio procurarmi un culo cos\u00ec&#8221;.\u00bb<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">7. Bisogna avere culo \u2014 S\u00cc<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finito un rastrellamento, tra morti e dispersi, Gigi si incammina verso Conco e, preso dalle allucinazioni e dalla stanchezza, non si accorge di una camionetta che gli si accosta. Un sergente di Stoccarda lo invita a salire per offrirgli un passaggio e Gigi accetta di buon grado.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">8. Bisogna informarsi \u2014 S\u00cc<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abUn partigiano di Asiago che abbiamo trovarto per strada tutt&#8217;a un tratto ci dice: &#8220;Ah, non vi ho detto che gli inglesi sono sbarcati in Francia&#8221; E noi: &#8220;In mona so&#8217; mare&#8221;\u00bb.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">9. Bisogna avere il senso delle cose \u2014 S\u00cc<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00abBruno, quando venivano a trovarci i comunisti, si infilava una lunga penna bianca nei capelli neri e li riceveva cos\u00ec&#8230; Mentre russi e alleati tiravano il collo al nazismo, noi cercavamo almeno di tirare il collo alla retorica.\u00bb<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La decima lezione l&#8217;ho dimenticata, quindi l&#8217;ultimissima ce la danno i fratelli Cervi proprio il 25 luglio del 1943: in mezzo al dolore e alle privazioni della guerra vivono una <strong>festa<\/strong> generosa invitando tutti i vicini. Oggi, in piena dittatura delle felicit\u00e0 noi al massimo facciamo un evento e un post sui social tutti sorridenti; torniamo piuttosto a fare una festa, a celebrare i lutti e a mangiare un piatto di pasta insieme senza tanti fronzoli e con un po&#8217; di culo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Articolo scritto da Giorgio Romagnoni, cio\u00e8 da uno che &#8220;non \u00e8 stato mica buono a farla &#8216;sta guerra&#8221;: ma il bello dell&#8217;antifascismo \u00e8 che ci prende tutte e tutti dentro con il nostro ethos allucinato e i nostri errori madornali. Alle volte abbiamo creduto che ci voglia tutti perfetti, ma quello invece \u00e8 proprio il fascismo. Noi abbiamo le scarpe rotte. E per fortuna.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo che oggi il problema non sia soltanto riconoscere il fascismo quando si presenta nella Storia. Il problema \u00e8 riconoscere il fascista che abita ciascuno di noi. 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