Chiediamo di aderire a questo progetto di scrittura collettiva e partecipata firmandolo come associazioni/istituzioni.

Chiediamo a gruppi formali e informali di leggere e commentare questo documento: puoi farlo qui sotto segnalando per es. A3/C3 e il vostro pensiero per completare quel punto.

Chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini di diffonderlo.

Questo progetto è nato da un gruppo di persone che si sono chieste come possiamo essere pacifist3 se tanto sono gli ucraini a dover affrontare gli scontri armati? Come essere solidali con il popolo russo che subisce arresti in caso di manifestazioni contro la guerra? Desideriamo proporre questo elenco ai singoli cittadini e al dibattito in gruppi, riunioni, assemblee affinché sia uno strumento pratico di scrittura condivisa in costante aggiornamento.

A. AZIONI INTERIORI

Non credo che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi”. (Etty Hillesum)

  1. Ascoltare i propri sentimenti e le altre persone riconoscendo dignità.
  2. In una società frettolosa e stressata, riposare come “ampliamento dello sguardo che permette di tornare a riconoscere i diritti degli altri” (Laudato Sii).
  3. “Ascoltare musica, passeggiare nella natura” (Sophie Scholl).
  4. Coltivare la bellezza delle arti come forma di resistenza.
  5. “Non isolarsi” (F.Lotti): riflettere con creatività su come dare un contributo personale allo stare insieme in comunità educanti alla pace.
  6. Esercitare “uno spirito duro e un cuore tenero” (J.Maritain) e svolgere un’azione “lenta, profonda e soave” (A.Langer) per lottare per la pace e ripudiare la guerra (art.11 Cost).
  7. Chi può, iniziare a studiare e ad esercitare il satyagraha di Gandhi per intraprendere il cammino della ricerca della non violenza.
  8. Coltivare la scrittura diaristica o autobiografica come carezza, come spazio nonviolento di ricerca interiore che apre all’altro.

B. AZIONI SU INFORMAZIONE E SOCIAL Come provare a capire | Forum pace

  1. Ascoltare teneramente l’opinione degli altri, non imporre la propria, convogliare verso forme di informazioni verificate: per esempio, leggere un articolo di Vito Mancuso sul tema “guerra e pace”, ma anche la risposta di Azione non violenta.
  2. Continuare a leggere e ad informarsi in profondità verificando le fonti con spirito critico per preservarsi dalla violenza e dalla guerra e soprattutto per non diventarne una loro creatura anche solo con parole e atteggiamenti. Vale la pena consultare più fonti sullo stesso argomento e non limitarsi alla stessa fonte di informazione.
  3. Resistere alla propaganda della guerra evitando il finto attivismo e la condivisione sui social di immagini o idee violente. Tenere sempre presenti i punti del Manifesto della comunicazione non-ostile; cercare e diffondere sui social azioni di non violenza presenti nel conflitto.
  4. Le guerre oggi si combattono anche con le armi non convenzionali della propaganda e con la grande, pericolosa macchina della disinformazione, che si nutre facilmente del vasto mondo della rete e dei social network, dunque bisogna sostenere chi contrasta la disinformazione, segnalare profili di fake news o di incitamento all’odio verso tutte le parti in conflitto: in particolare desideriamo non identificare i popoli con i regimi che li governano.
  5. Capire il posizionamento dei diversi partiti/esponenti politici sul conflitto  con spirito critico, esprimersi a commento nei loro profili e ricordarsene alle prossime elezioni. 
  6. Sostenere le narrazioni di Amnesty International, Operazione Colomba, Papa Giovanni XXIII, War Resistance International, Comunità di Sant’Egidio, Movimento Pacifista Ucraino e russo, Movimento Femminista Russo, Rete Pace e Disarmo, ecc.
  7. Partecipare/organizzare incontri informativi sulla dimensione storica e geopolitica del conflitto, in modo da evitare eccessive semplificazioni e capire le implicazioni per l’Europa/Unione Europea (ad es. capire i limiti della mancanza di politica estera/esercito comuni/ respingimento dei migranti).
  8. Sensibilizzarsi/e alla conoscenza dei conflitti dimenticati, ai temi del disarmo e dei diritti umani.
  9. Trovare voci di testimonianza pacifista efficaci che raggiungano più persone possibili.
  10. Approfondire e divulgare la Difesa Nonviolenta, la sua teoria, forza ed efficacia come dimostrato da 30 anni di peace study.

C. AZIONI ECOLOGICHE Fridays For Future Italia

 “I problemi che stiamo affrontando necessitano di un approccio olistico”. (N.Klein)

  1. Favorire prassi e comportamenti sostenibili verso una transizione energetica a partire dai nostri piccoli comportamenti riducendo il consumo di carne, scegliendo di spostarci con la bicicletta o i mezzi pubblici, comprando locale, sfuso, evitando packaging inutili e molte altre azioni quotidiane.
  2. Ridurre il consumo energetico nelle proprie case e nelle faccende quotidiane: Draghi propone di riaprire le centrali a carbone, ma noi vogliamo ancora la transizione ecologica.
  3. “Siamo noi cittadini la forza dei governi! Allora mostriamola: teniamo i riscaldamenti più bassi di un grado, spegniamo le luci di casa un po’ prima, e il computer quando non lo stiamo usando, facciamo andare la lavatrice solo quando è piena, i piatti laviamoli a mano. È un sacrificio piccolissimo che fa risparmiare almeno 1 kwh al giorno, che per 30 milioni di famiglie fanno 30 milioni di kwh al giorno. Fanno 1,5 miliardi metri cubi all’anno.” (Milena Gabanelli).

D. AZIONI ECONOMICHE Come aiutare | Forum pace

“Se uno non riesce a lasciare i beni di questo mondo e ad amare la povertà allora questo periodo e gli anni che seguiranno porteranno non poche sofferenze”. (Sophie Scholl)

  1. Sostenere Amnesty International per l’azione di denuncia di crimini di guerra; sostenere Operazione Colomba, Papa Giovanni XXIII e Comunità Sant’Egidio per l’azione non violente sul campo.
  2. Tenerci informati e/o sostenere chi sta già lavorando nei paesi limitrofi all’Ucraina per accogliere i profughi. È una grande testimonianza di umanità, accende una speranza. Ad esempio, ecco cosa succede a Sighet, una città rumena, al confine con l’Ucraina.
  3. Mettersi a disposizione per prestare servizio presso i punti di raccolta materiali.
  4. Sostenere i corridoi umanitari e chiunque faccia servizio di accoglienza a partire dall’Unhcr ai singoli enti locali.
  5. Diffidare delle raccolte fondi di enti non verificati per evitare chi lucra sull’assistenza e chi non è in grado di far pervenire le raccolte alle persone colpite dalla guerra.
  6. Chi ha un’azienda: assumere persone rifugiate.
  7. Informarsi sull’obiezione fiscale: in attesa di un aggiornamento consigliamo questa lettura.

RACCOLTE FONDI 

E. AZIONI DI PIAZZA

  1. Organizzare/partecipare alle manifestazioni di pace e alle  campagne offline e online contro la guerra in Ucraina e la dittatura di Putin evitando di concepirle come sterile presenza indignata.
  2. Appendere una bandiera della pace al terrazzo/ alla finestra.
  3. Suonare musica russa e ucraina, imparare canzoni di pace e resistenza.
  4. Durante le manifestazioni chiedere ai presenti di fare dibattito per costruire azioni concrete e riflessioni sulla cultura russa ed ucraina; sulla storia dei due Paesi e del conflitto; sul tema del disarmo, dei diritti umani e della pace; leggere e commentare questo documento in gruppo e chiedere che venga fatto a scuola, nei luoghi di lavoro e nelle associazioni.
  5. Durante le manifestazioni evitare e far tacere discorsi retorici. (Resistenza e anti-retorica dall’opera di L.Meneghello)

F. AZIONI ASSOCIATIVE

Bisogna pur tentare di riunirsi. Bisogna pur cercare di comunicare con qualcuna di queste luci che risplendono, di luogo in luogo, nella campagna”. (Antoine de Saint Exupery)

  1. Favorire la riflessione e il confronto leggendo questo documento e materiali di approfondimento.
  2. Aderire a reti che coagulano iniziative di formazione, pace e impegno solidale concreto.
  3. aderire a “abbraccio per la pace”: una Campagna di Mobilitazione per promuovere l’apertura di tavoli di dialogo tra le comunità ucraine e russe presenti in Italia, arginando e prevenendo l’odio che potrebbe divampare tra i due popoli fratelli in conseguenza dell’aggressione russa all’Ucraina. Essa è promossa dall’Alleanza “Per un Nuovo Welfare”, che riunisce oltre 100 organizzazioni del terzo settore diffuse in tutta Italia e dal Comitato editoriale di Vita società editoriale e impresa sociale.
  4. Ricordarsi e ricordare che abbiamo il dovere e la capacità di accogliere chiunque si trovi in una condizione di migrazione forzata con spirito di fratellanza (art.1 Dich. Univ. Dir. Umani 1948).
  5. Organizzare forme di ospitalità e accoglienza diffusa di concerto con chi opera nel settore e con gli enti che stanno coordinando gli aiuti (es. per il Veneto; Refugees Welcome).
  6. Si prevede l’arrivo di tante persone migranti forzate: è utile accogliere in modo ordinato e diffuso contattando chi sul territorio garantisce un’efficace assistenza ai profughi in arrivo.
  7. Proporsi per ricercare/aiutare a segnalare appartamenti così da favorire l’accoglienza diffusa contattando sui propri territori chi ha questo incarico.
  8. Supportare scuole e organizzazioni che si mettono a disposizione per l’insegnamento dell’italiano e per la scolarizzazione dei minori.
  9. Mettersi a disposizione per le occasioni di socializzazione, la ricerca lavoro così da favorire l’inclusione delle persone rifugiate.
  10. Si può immaginare che la guerra durerà a lungo e che gli assedi non faciliteranno l’invio del materiale raccolto, si evitino quindi sprechi e azioni istintive verificando bene chi è in grado di capire quale materiale sia necessario e come questo possa raggiungere chi ha bisogno.
  11. Spostare il proprio conto corrente// e quello della propria realtà associativa da una “banca armata” ad una banca eticamente impegnata contro la produzione e il commercio di armi.

G. AZIONI POLITICHE

“Dove hanno inizio, dopo tutto, i diritti umani universali? In posti piccoli, vicino a casa, così vicini e così piccoli che non possono essere visti su nessuna mappa del mondo”. (Eleanor Roosevelt)

Sul breve termine:

  1. Contattare il movimento pacifista ucraino e russo, farlo conoscere e sostenerlo.
  2. Raccogliere, elencare, divulgare tutte le proteste e le iniziative di rete.
  3. Scrivere ad account/amici/enti russi esprimendo solidarietà verso chi protesta contro la guerra. Qui i suggerimenti di azione non violenta via sms e via email proposte da Anonymous. 
  4. Scrivere ai propri rappresentanti politici attraverso le mail che si trovano negli indirizzi istituzionali per cessi la guerra, si ritirino le forze armate russe dall’Ucraina e si inviino forze di peacekeeping, si blocchino le forniture di armi e il supporto militare alle parti in conflitto. Chiediamo di adoperarsi assieme agli altri Stati europei per garantire il passaggio sicuro alle agenzie internazionali e alle organizzazioni non governative per l’assistenza umanitaria alla popolazione civile. Pretendiamo che si favorisca l’intervento delle Nazioni Unite, e di farsi promotore di una forza di interposizione indipendente, internazionale e nonviolenta: un Corpo Civile di Pace non armato e nonviolento europeo disposto ad andare in Ucraina.
  5. Sostenere e divulgare le riviste di pace.
  6. Coinvolgere i giovani in servizio civile nella diffusione di queste iniziative.
  7. Chiedere un sistema asilo dei rifugiati a livello europeo secondo quanto proposto nel 2017 dal Parlamento Europeo. 
  8. Chiedere l’approvazione della Proposta di Legge “Un’altra Difesa è possibile”, discussa nelle Commissioni anni fa, ma mai arrivata in Aula.

Sul medio termine:

  1. Chiedere un programma di educazione alla pace da subito nelle scuole; nel Servizio Civile; in trasmissioni (corsi interi) sulle tecniche nonviolente in TV e youtube (tradurre ciò che da tempo è elaborato all’estero nelle università e nei movimenti per i diritti civili).
  2. Proporre alla RAI di programmare una serie di film e documentari sulle risposte nonviolente in terreni di guerra, sull’obiezione di coscienza, su biografie di pace.
  3. Chiedere che l’Italia aderisca al più presto al Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) entrato in vigore il 22 gennaio 2021 e lavori urgentemente per l’eliminazione di tutte le armi nucleari, come richiesto dalla Campagna “Italia, ripensaci” e dall’appello del 2 giugno scorso firmato da 40 Associazioni cattoliche. L’eliminazione delle armi nucleari aiuterebbe a stabilire nuovi assetti internazionali e a liberare risorse per affrontare la crisi climatica.

Sul lungo termine, a fine conflitto: 

  1. Fermare la corsa al riarmo, la produzione e il commercio di materiale bellico, chiedere il disarmo unilaterale integrale.
  2. Sostenere progetti di ricerca sull’efficacia delle diverse azioni nei cambiamenti sociali positivi e duraturi in modo da non disperdere l’impegno in attività non efficaci anche se umanamente encomiabili.
  3. Istituire un Ministero della Pace che possa individuare azioni coordinate per promuovere politiche di pace e che abbia tra le sue competenze il disarmo, la difesa civile non armata e nonviolenta, la promozione dei Diritti Umani, la prevenzione della violenza.

H. AZIONI DA ATTIVISMO SATYAGRAHI 

  1. Leggere, studiare e approfondire Gandhi (La nonviolenza non è mai neutralità, passività, viltà. Le parole di Gandhi – Itlodeo).
  2. Aderire a forme di digiuno come quella del 2 marzo come proposto da papa Francesco. Gandhi insegnava che il digiuno è uno strumento di lotta. Possiamo usare il tempo del digiuno per riflettere, i soldi che non usiamo per darli in beneficenza. Il digiuno può essere anche inteso rispetto all’uso dei social e di forme di energia che consumano.
  3. Aderire e chiedere ad altre persone di aderire a realtà come Amnesty International, Operazione Colomba, Papa Giovanni XXIII, Comunità sant’Egidio- trasformarsi in attivisti per queste realtà favorendone la rete.
  4. Costruire comunità educanti e accoglienti a livello locale, ma sforzandoci di confluire in un unico movimento che unisca le varie forme di attivismo pacifista.
  5. Capire come sostenere chi parte per l’Ucraina per svolgere azioni non-violente. Si può iniziare seguendo la pagina di cooperazionefraipopoli e quindi aderire a stopthewar e ad altre iniziative future come quella del movimento di azione non violenta europea.
  6. Donare sangue.
  7. Firmare la dichiarazione come obiettore di coscienza.

Le parole di Gandhi:

  1. “Praticare l’autodisciplina, l’autocontrollo, l’autopurificazione … Dunque una persona che afferma di essere un satyagrahi deve tentare costantemente, attraverso un’attenta e devota ricerca interiore e autoanalisi, di comprendere se è o meno completamente libero dall’ira, dal malanimo e dalle altre simili debolezze umane”.
  2. «E poiché all’ahimsa [non-violenza] soggiace l’unità di tutto il creato, l’errore di uno non può non contagiare tutti, e dunque l’uomo non può essere completamente libero dall’himsa [violenza]. Finché egli rimane un essere sociale, non può fare a meno di essere partecipe dell’himsa [violenza] che l’esistenza della società implica. Quando due nazioni si combattono, il dovere di un seguace dell’ahimsa [non-violenza] è di far cessare la guerra. Chi non è in grado di assolvere questo dovere, chi non ha la forza necessaria per resistere alla guerra, chi non ha il potere di resistere alla guerra, può prendere parte alla guerra e tuttavia tentare con tutte le sue forze di liberare se stesso, il proprio paese e il mondo dalla guerra. » (Autobiografia, p. 257 )
  3. Domandarsi: “cosa sono disposto a perdere?”
  4. Formarsi per poi mettersi a disposizione di coloro che inviano sul terreno mediatori nonviolenti (tipo pbi (peace brigades international) 

Stanno partecipando a questo processo di scrittura collettiva il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, l’Area Pace Diritti Umani e Cooperazione Internazionale del Comune di Padova, MASCI Padova 6, Associazione Il Portico di Dolo, Associazione per la Pace di Padova, CNCA Trentino-Alto-Adige, i volontari di Operazione Colomba…

Hanno letto e proposto aggiunte e correzioni volontari3 dell’Associazione Popoli Insieme di Padova e i giovani in Servizio Civile Universale Provinciale del Trentino.

Se sei interessat3 ti proponiamo un incontro online di confronto e discussione per allargare ad una rete di territori quanto emerso finora. In questa riunione aperta l’odg sarà: 1. breve presentazione di chi c’è e di come si sta; 2. confronto su cosa si è fatto nel corso della settimana trascorsa; 3. sguardo ai commenti a questo articolo e confronto per l’inserimento nel documento.


10 Comments

claudio carrara · 16 Marzo 2022 at 16:23

inserirei:
-punto B, n°6 …Rete Italiana Pace e Disarmo (RIPD)…
-punto B nuovo numero 10 ” Approfondire e divulgare la Difesa Nonviolenta,la sua teoria, forza ed efficacia come dimostrato da 30 anni di peace study in bibliografia.
punto G n°4 “…si blocchino le forniture di armi e il supporto militare alle parti in conflitto…”
punto G nuovo numero 8 ” Chiedere l’approvazione della Proposta di Legge “Un altra Difesa è possibile” discussa nelle Commissioni ma mai arrivata in Aula
;

Dario Fortin · 17 Marzo 2022 at 9:44

riguardo le azioni politiche (sul lungo termine): cercare di rianimare la Campagna per l’Obiezione Fiscale alle Spese Militari (OSM) come forma di disobbedienza civile, devolvendo la quota non versata allo Stato, a progetti di pace e solidarietà

Dario Fortin · 17 Marzo 2022 at 15:54

Suggerimenti SCUP Trento A1B riappropriarsi del tempo per vivere meglio le relazioni e per dare nome alle emozioni, ma anche come forma di prevenzione per calmare la rabbia, non desiderare vendetta, non avere rancori.
A7 aggiungere la risposta di Pasquale Pugliese su Il Manifesto del 12.03.2022
a8 coltivare la scrittura diaristica o autobiografica come carezza, come spazio nonviolento di ricerca interiore che apre all’altro

Giorgio Romagnoni · 17 Marzo 2022 at 18:07

Suggerimenti SCUP Trento D 1. Sostenere Amnesty International per l’azione di denuncia di crimini di guerra; sostenere Operazione Colomba, Papa Giovanni XXIII e Comunità Sant’Egidio per l’azione non violente sul campo.
2. Tenerci informati e/o sostenere chi sta già lavorando nei paesi limitrofi all’Ucraina per accogliere i profughi. È una grande testimonianza di umanità, accende una speranza. Ad esempio, ecco cosa succede a Sighet, una città rumena, al confine con l’Ucraina
3. Sostenere i corridoi umanitari e chiunque faccia servizio di accoglienza a partire dall’Unhcr ai singoli enti locali, donando prodotti… Mettersi a disposizione per prestare servizio presso i punti di raccolta materiali
4. Diffidare delle raccolte fondi di enti non verificati per evitare chi lucra sull’assistenza e chi non è in grado di far pervenire le raccolte alle persone colpite dalla guerra.
5. Chi ha un’azienda: assumere persone rifugiate.
6. Proporsi per ricercare lavoro per le persone rifugiate (oltre che a insegnargli la lingua, creare delle occasioni di socializzazione…)
7. Essere dei consumatori più critici nella spesa di tutti i giorni
8. Se doniamo vestiti, cibo, medicinali… aggiungere una lettera per far sentire la nostra vicinanza a chi riceverà i materiali
9. Diffondere tra gli amici la lista delle realtà conosciute e serie che raccolgono fondi

Katia · 17 Marzo 2022 at 18:59

Vorrei condividere una riflessione su F5

Giorgio Beretta · 22 Marzo 2022 at 17:34

Inaccettabile la posizione di Mancuso contestata da Azione nonviolenta: https://www.azionenonviolenta.it/resistenza-armi-ed-etica-nel-momento-apocalittico-una-risposta-a-vito-mancuso/

silvia valduga · 24 Marzo 2022 at 13:44

interessante!!!!
https://www.stopthewarnow.eu/

Cosa abbiamo scritto proposto pensato – servscup · 2 Aprile 2022 at 11:32

[…] Assemblea/Le proposte per non restare inermi > leggi tutto […]

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